Spartan Race MXP 2016

Lo scorso 11 Giugno, si è corsa la Spartan Race MXP, tappa milanese del circuito internazionale tra le più famose mud race.
Per il secondo anno hanno scelto l’ottima location all’interno del campo motocross presso Cardano al Campo (dietro l’aeroporto di Malpensa)

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Le mud race sono gare, con o senza ostacoli, focalizzate principalmente sulle qualità fisiche e di fitness corse su terreni principalmente fangosi. Le mud race si sono molto diffuse negli ultimi anni.
Gli ostacoli presenti sono pensati per riprodurre gli esercizi tipici dei box da crossfitness, collegando gli ostacoli tra loro attraverso sessioni di corsa su distanze relativamente brevi (dai 5km fino ai 15km per le più intense).

Gli ostacoli delle mud race tendono ad esaltare le qualità di velocità, forza e resistenza degli atleti. Sebbene la caratteristica di base sia la corsa, le mud race si distinguono per la varietà degli ostacoli lungo il percorso, ma quasi tutte hanno in comune l’uso dei burpeses sia come esercizio sia come “punizione” nel caso in cui non si riesca a superare l’ostacolo (si paga l’ostacolo non superato con dei burpees di penitenza).

Nella Spartan Race ogni ostacolo ha il suo numero di burpress di penitenza, anche fino a 30 per gli ostacoli più complessi (l’anno scorso ho scontato un paio di ostacoli con delle penitenze).

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Alla Spartan Race MXP 2016 hanno partecipato 6.981 atleti (+56% rispetto al 2015), suddivisi tra la Spartan Race Super (13KM con 21 ostacoli) e la Spartan Race Sprint (5.5KM con 15 Ostacoli).

Sul sito www.spartanrace.it la classifica ufficiale ha visto sul podio Eugenio Bianchi, Adam Toth e Maurizio Vinci per la Spartan Super Men, mentre Myriam Guillot-Boisset, Agata Pietroszek e Ilaria Paltrinieri per la Spartan Super Women.

L’aspetto divertente della corsa è che non si conoscono precedentemente tutti gli ostacoli da affrontare, sebbene alcuni siano ormai dei punti di riferimento: la corda, il cargo net (passare tra due container stando sospesi su una rete), il monkey bars, l’hercules hoist (alzare un grosso peso con una corda attaccata ad una puleggia a 3 mt di altezza), ostacoli vari da saltare ed ovviamente il filo spinato.

Quest’anno hanno aggiunto due nuovi ostacoli:
1) l’Atlas Carry, alzare un’enorme e pesante palla, portarla per quasi 20 metri, scaricarla, eseguire 5 burpess, risollevarla e riportarla all’inizio
2) la Catena, simile a quelle delle ancore per navi del peso di quasi 25kg, portarla sù e giù per una salita di 50 metri con una pendenza del 60% (impegnative anche per le moto da cross!)
3) il Tronco, di quasi 15kg, su un percorso identico alla catena, sù e giù per queste salite infangate.

Noi eravamo presenti con il team RW Italy, composto da me, Silvia, Alberto e Jacopo.

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A differenza dell’anno scorso, quest’anno io sono riuscito a concludere la Sprint completando tutti gli ostacoli, non senza difficoltà, tagli ed escoriazioni su braccia e gambe. Ma anche questo fa parte del divertimento.
Per me i due ostacoli più impegnativi sono stati la catena e la palla (Atlas carry).

Il divertimento di queste corse è anche rotolarsi nello sporco, sentirsi eroi ed anche un pò bambini, impegnarsi al massimo e finire ricoperti di fango, meglio se il giorno prima ha piovuto lasciando buona parte del circuito ricoperto di melma, e dove non era abbastanza fangoso, lo hanno fatto gli organizzatori, soprattutto nel tratto da passare sotto al filo spinato.

La nostra preparazione da runner ci ha permesso di chiudere la Sprint con degli ottimi tempi, nonostante non avessimo una preparazione specifica sul cross fitness.
Sicuramente l’attrezzatura ha fatto la differenza: molti atleti hanno corso con normali scarpe da ginnastica, o da corsa, senza una suola adatta ai terreni fangosi.
Noi del team RW Italy abbiamo corso con delle Reebok All Terrain, specifiche per terreni off-road e fangosi e per il drenaggio dell’acqua. Per noi è stato un vantaggio tattico vincente, soprattutto nei tratti di corsa sul sottobosco fangoso o nelle discese scivolose. In questi tratti eravamo inafferrabili ed incollati al suolo anche se scivoloso, ed è qui che probabilmente abbiamo guadagnato minuti importanti per chiudere la Spartan con degli ottimi tempi.

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Cosa mi è piaciuto:
– scarpe Reebok All Terrain (vincenti)
– i due nuovi ostacoli Atlas Carry e Catena
– aver completato tutti gli ostacoli della Sprint in 1h e 16 minuti (con un ottimo piazzamento sia generale, sia di categoria)
– soddisfazione personale nel riuscire a salire la corda infangata e suonare finalmente la campana
– il nostro team, grintoso ed affiatato
– la sana competizione e il rispetto tra atleti
– organizzazione super, come sempre

Cosa non mi è piaciuto:
– il secondo ostacolo con filo spinato era troppo lungo (diventa noioso)
– due ostacoli con il filo spinato (a corto di idee?)
– bagni chimici insufficienti (usarli richiedeva più coraggio che correre la Spartan)

 

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