Le startup sostenute da Working Capital: Smappo. Intervista a Roberto Cipollini, CEO e CTO

Le startup sostenute da Working Capital: Smappo. Intervista a Roberto Cipollini, CEO e CTO

Questa è l’intervista che quelli di Working Capital mi hanno fatto a proposito di Smappo:

link: http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2010/12/le-startup-sostenute-da-working-capital-smappo-intervista-a-roberto-cipollini-ceo-e-cto/

Intervistiamo Roberto Cipollini, ideatore e fondatore di Smappo, ultima startup ad avere il sostegno di Working Capital.

6 dicembre 2010 scritto da Diomira Cennamo

Occhi vispi che trasmettono all’istante un’aria sbarazzina e tanta grinta. Ci incontriamo perché il suo Smappo è uno dei progetti selezionati da Working Capital per l’incubazione. Si capisce subito che è a suo agio nella vita che si è scelto. Roberto Cipollini, trentasei anni, una laurea in Economia e commercio all’Università di Novara e una passione “infantile” per l’informatica (“sin dai tempi di Vic20 e Commodore64”) che coltiva con un liceo scientifico a indirizzo informatico e all’università, di cui realizza il primo sito web (era il 1996), e che conclude con una tesi sull’impatto delle nuove tecnologie del web sull’organizzazione aziendale. La multinazionale con cui ha collaborato per realizzarla gli propone subito un contratto.“Ma l’ho rifiutato”, racconta, “proponendo invece un contratto di consulenza. Avevo deciso che volevo giocare a fare l’imprenditore”. È così che inizia la nostra chiacchierata.

Prima di laurearsi Roberto ha già aperto la sua società di consulenza aziendale, AMS, che propone soluzioni web, organizzazione e change management. “A un certo punto ho capito che dovevo approfondire i linguaggi di programmazione: avevo le basi ma non erano abbastanza per creare delle applicazioni. Quindi mi sono messo a studiare sui libri di ingegneria e programmazione. Oggi conosco molti linguaggi di programmazione e sono in grado di gestire database e progetti enterprise complessi”.

Uno studio intensivo…

“Se ho bisogno di un tool me lo faccio in casa. Questo mi permette di vedere il web da un’altra prospettiva, di capire com’è costruito, cosa che mi consente anche di comprendere meglio le necessità dell’utente”, precisa, raccontando anche della sua anima di programmatore versatile: “Sono partner Microsoft ma ho sposato anche la filosofia open source”. Si capisce subito che questa scelta, apparentemente schizofrenica, è frutto della ‘deformazione’ economista: “Per lavorare bene occorre conoscere le varie offerte del mercato e la preparazione tecnica trasversale mi permette di entrare nel dettaglio dell’offerta”.

Ma parliamo un po’ di Smappo, piattaforma di event networking management che si occupa di event sharing, geolocal e ticketing.

Ma come nasce l’idea?

“Smappo nasce due anni fa con l’idea di creare un database per eventi”, mi spiega. “In realtà tutto scaturisce dalla mia passione per il running: a un certo punto ho pensato che sarebbe stato utile avere tutti gli appuntamenti in un unico sistema di raccolta dati”.

Roberto è anche un maratoneta. La prima maratona l’anno scorso, a New York (tanto per cominciare!, ndr.).

E poi cosa accade?

“Ho realizzato che, in fin dei conti, una gara è un ‘oggetto’ fatto di un quando, un dove e un cosa, esattamente come un qualsiasi altro evento, e ho pensato che sarebbe stato limitativo ridurre la piattaforma agli appuntamenti podistici. Allora ho cercato di individuare i player nel mercato dei calendari online, scoprendo che la concorrenza era agguerrita e che quindi dovevo differenziarmi per quanto possibile. Ho pensato allora di ampliare la piattaforma dalla semplice segnalazione dell’evento alla sua organizzazione. Questo ha comportato una completa reingegnerizzazione, abbiamo rivisto fortemente il design, il layout e le funzioni di base. Oggi vogliamo andare sul mercato degli event makers, sia privato e che business. A quest’ultimo proponiamo anche servizi di gestione pre e post evento”. Un obiettivo importante, mi spiega, sono i camp e gli altri eventi geek.

“Smappo è cresciuto molto grazie ai feeback degli utenti, che ci hanno permesso di individuare e implementare lefeature mancanti. Quelle non ancora implementate le implementeremo”. Non solo. “Gli utenti più attivi e preziosi, ipower users, collaborano già con noi”. È la posizione di un imprenditore che pensa che la conversazione sia tutto, oltre a quella dell’Internet addicted, come lui stesso si definisce. “Con gli utenti instauri un rapporto di collaborazione talmente forte che li senti quasi parte del team e, in generale, la cultura del rapporto con il proprio network è fondamentale, perché solo se dai ottieni. Per questo è importante essere sempre disponibili per ricevere un aiuto al momento giusto”.

Come mai parli al plurale?

“In effetti Smappo l’ho ideato, partorito e sviluppato io, ma nella parte di comunicazione e gestione della community ho avuto la fortuna di trovare persone eccezionali, professionisti con cui facciamo team e che hanno una forte passione per il loro lavoro e l’ambito comunicativo, soprattutto nel mondo social”.

Come nasce il nome Smappo?

“È andata così. Volevo giocare un pò con la parola “mappe”, di cui il sito si dota (Google Maps, ndr), solo che ero determinato a usare sia un dominio .it che un .com ma purtroppo quello .com era già stato utilizzato da un artista straniero di nome Mappo. Allora ho fatto appello alle regole dell’italiano, in cui si usa la s per la negazione, e così, se Mappo non c’è…Smappo, da ‘smappare’”.

Domanda fatidica: modello di business?

“All’inizio del nostro contatto con lo staff di Working Capital (il primo pitch al barcamp di Milano, lo scorso dicembre,ndr.), il modello non era abbastanza forte e andava specificato meglio. Ora però abbiamo le idee più chiare”. “Si fonderà sul billing applicato al ticketing per gli eventi business e questo è pensato per realtà che organizzano eventi a pagamento, mentre la piattaforma sarà gratuita per gli utenti consumer. Abbiamo individuato tre categorie di servizi a pagamento: il supporto all’organizzazione degli eventi con ticketing, l’utilizzo della piattaforma come Saas(servizi ‘embeddabili’, ndr.) e il geomarketing, ossia la localizzazione geografica di eventi e persone a scopi commerciali”.

Competitors?

“A livello internazionale sono tantissimi, ma ti faccio due nomi di realtà emergenti: Eventbrite per il ticketing, Plancast per il social calendar, Foursquare per il geotagging.”

Un consiglio per gli aspiranti imprenditori?

“L’impresa è sacrificio ma anche divertimento per la sfida e soddisfazione per il risultato. Non bisogna aver paura dei sacrifici che comporta. Dando per scontato che tu abbia una buona idea, tutto questo funziona se ci metti la passione. Altrimenti è davvero difficile trovare il coinvolgimento giusto, dal momento che i problemi che deve affrontare una nuova impresa sono tanti. Da questo punto di vista il running mi ha formato tantissimo, facendomi vedere raggiungibili anche i traguardi che all’inizio sembrano irraggiungibili. Ed è proprio così, se hai passione”.

Sogni per il futuro?

“Continuare a fare quello che faccio e far diventare Smappo la mia attività principale, anche per equilibrare l’impegno, che ora è al 200% di risorse mentali e tempo. Ci tengo anche a dire che sono davvero fortunato ad avere una famiglia che accetta le mie scelte e mi supporta in esse”.

Il vero punto di forza di Smappo?

“La geolocalizzazione, che è la nuova dimensione del social networking”.

A pensarci bene, forse anche la più originaria…